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Vaccini obbligatori per i docenti? La proposta che divide l’Italia intera

Scontro politico e sanitario quello che si sta giocando in questi giorni sul delicato campo del mondo scolastico. Superato il 50% di vaccinati over 12 con seconda dose, ci si chiede se al rientro tra i banchi sarà obbligatorio vaccinare quei docenti che si sono sottratti all’inoculazione. L’aveva anticipato Francesco Paolo Figliuolo settimane fa, gli fece eco il ministro Patrizio Bianchi. Ora il discorso è tornato più caldo che mai, ad un mese e mezzo dal ritorno in aula.

Scontro tra i partiti

Proprio Bianchi è tornato in queste ultime ore sul tema, parlando in generale del rientro a scuola in sicurezza: “Ci troveremo questa settimana col Consiglio dei ministri e la decisione sull’obbligo vaccinale o meno per gli insegnanti andrà presa dall’intero collegio”. Il Partito democratico spinge per la vaccinazione per evitare nuove chiusure ed altri mesi di didattica a distanza per studenti e personale scolastico, visti i numeri disastrosi delle Invalsi. “Le vaccinazioni sono una priorità assoluta, invitiamo il governo a prendere iniziative stringenti”, chiede il leader democratico, Enrico Letta, auspicando il massimo impegno affinché le scuole rimangano aperte contro “il disastro” della Dad. Ad opporsi in modo deciso è la Lega per voce del suo leader Matteo Salvini: “Entro settembre si stima di arrivare oltre il 90% di copertura volontaria fra gli insegnanti. Che senso ha parlare di obblighi o licenziamenti a scuola. Parlare di obbligo per studenti di 13 o 14 anni o per gli insegnanti non fa parte del mio modo di pensare un paese libero”.

La posizione della Corte costituzionale

Il presidente emerito della Corte costituzionale, Giovanni Maria Flick, si è fatto promotore assieme a una ventina di giuristi di una lettera rivolta al presidente del Consiglio Mario Draghi. sull’obbligo vaccinale non ci sarebbe nessuna controindicazione perché “la Costituzione lo prevede”. “Lo Stato può introdurlo legittimamente alla luce dell’articolo 16 e 32 della Costituzione”. I due articoli in questione riguardano rispettivamente la possibilità di porre limiti alla libertà di circolazione per ragioni sanitarie e la tutela del diritto fondamentale alla salute come interesse della collettività.

 

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