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S.O.S. seggi: troppe scuole chiuse per ospitare le elezioni

Le elezioni amministrative si avvicinano. Il 3 e 4 ottobre 2021 oltre 1.348 Comuni italiani saranno interessati dalla tornata elettorale, coinvolgendo milioni di cittadini. A risentirne sarà in parte il comparto scolastico. Le polemiche a meno di due settimane dalla chiamata ai seggi non mancano.

Proprio i seggi sono il fulcro della discordia. Molte scuole li ospiteranno, e necessariamente saranno chiuse il sabato che precede le elezioni, il lunedì (giorno in cui si vota), e il martedì per sgomberare le aule dai seggi. Naturalmente ci sono istituzioni scolastiche che si muoveranno in totale indipendenza, magari facendo montare i seggi tra le 14 e le 16 del sabato per poter permettere agli studenti di svolgere lezione. 

Il presidente dell’Associazione presidi di Roma ha già fatto capire il suo dissenso sull’utilizzo delle strutture scolastiche come seggio attraverso una lettera. “Ancora una volta – si legge nella missiva – la scuola viene considerata come un’appendice delle altre istituzioni, una sorta di dependance da utilizzare per fini utili non alla scuola! Dopo tanto parlare dell’importanza della didattica in presenza, della necessità di evitare ad ogni costo la DAD, ecco che si presenta l’ennesima prova dello scarso interesse del potere pubblico per la formazione dei nostri ragazzi”. 

“Si devono svolgere le elezioni amministrative in molte realtà italiane – prosegue la lettera – Invece di pensare o solo ipotizzare per il futuro soluzioni alternative, rispettose delle necessità educative delle “future generazioni”, si ricorre stancamente al tradizionale rito dell’uso delle scuole per i seggi elettorali. Da anni abbiamo denunciato questa irragionevole scelta, comoda per chi conduce le istituzioni politiche, negativa per chi ha a cuore la preparazione culturale dei nostri bambini e ragazzi. Di fronte alla pandemia abbiamo assistito e tuttora assistiamo ad innumerevoli appelli alle misure di profilassi e alla necessità irrinunciabile della didattica in presenza, nel rispetto del distanziamento, evitando assembramenti, ribadendo la funzione socioculturale del fare scuola, guardandosi negli occhi, non perdendo nemmeno un minuto dell’imparare in presenza. Cosa diciamo ai nostri bimbi e ragazzi sulla chiusura annunciata delle scuole sede di seggio, centinaia nella sola Roma? Possibile che le nostre ormai vecchie proposte di luoghi alternativi non abbiano trovato spazio nemmeno in uno dei programmi politici sbandierati in questi giorni dai candidati alle elezioni?”.

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