Recupero scatto stipendiale 2013, Uil: “Questione ancora aperta”

Continua la battaglia sindacale che non rappresenta solo il riconoscimento di un vantaggio economico.

“Abbiamo aperto una questione in termini di diritto che ha un forte riscontro tra il personale della scuola dopo le prime indicazioni provenienti dalle Direzioni regionali”. Sono le dichiarazioni di D’Aprile, il segretario generale della Uil Scuola Rua, in merito allo scatto stipendiale 2013. Il Decreto presidenziale n.122 del 4/09/2013, ha bloccato il 2013 come hanno valido per lo scatto di anzianità: ad oggi la situazione non si è sbloccata e lo stipendio del personale scolastico non usufruisce di quest’anno ai fini della progressione economica della carriera. Per cui, docenti ed ATA, oltre al danno economico che si ripercuote nell’immediato sullo stipendio, rischiano di andare in pensione senza poter avanzare di fascia, qualora venisse a mancare proprio un anno per lo scatto.

“Il tema del diritto al riconoscimento dell’anno 2013 – sottolinea D’Aprile – deve essere portato in primo luogo a livello contrattuale e dunque promosso attraverso un’azione politico sindacale che induca il Governo ad assumersi l’onere di reperire le risorse o per lo meno che si renda in una prima fase disponibile a discuterne. Alcuni Direttori Generali degli Uffici scolastici regionali stanno mandando indicazioni alle scuole sulla scorta di quanto affermato dal Direttore delle Marche. Assume un certo significato il fatto che si muovano gli USR sulle richieste di recupero del 2013. Era quello che volevamo”.

“Le risposte che stiamo leggendo in questi giorni alle diffide inviate alle scuole sono annoverabili tra le reazioni burocratiche proprie di amministrazioni che fanno da paracadute ad un tema che comunque sta assumendo una valenza politica rilevante – conclude D’Aprile -. Una battaglia sindacale che non rappresenta solo il riconoscimento di un vantaggio economico ma più che mai oggi è il simbolo di una forte unicità della scuola da contrapporre a chi cerca di dividerla, di disgregarla attraverso progetti di illusorie autonomie. Perseguiremo questo obiettivo pervicacemente, con impegno e competenza a partire dal rivendicare lo stanziamento di apposite risorse aggiuntive per via contrattuale al fine di ripristinare il giusto diritto al riconoscimento della progressione economica”.

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