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“Precari scavalcati da chi viene fuori regione”, protesta in Emilia-Romagna

Sfogo di un’aspirante docente sulla procedura concorsuale: “Precari di Serie A e di Serie B”.

Ha dell’incredibile e paradossale lo sfogo, pubblicato sull’edizione bolognese di La Repubblica, da parte di una candidata al concorso ordinario per la cattedra di italiano e latino nei licei.

L’aspirante insegnante denuncia il fatto che la procedura concorsuale in Emilia-Romagna è a rilento, mentre in altre regioni si è già conclusa: “Ingiusto, l’hanno chiamato concorso nazionale, ma qui di nazionale c’è ben poco. E ci sono precari di serie A e di serie B. Insegnare è la mia passione, quello che da sempre voglio fare nella vita”.

E ancora: “Purtroppo, il ministero ha consentito che tali candidati potessero inserirsi nella prima fascia delle nuove Graduatorie provinciali per le supplenze (Gps) in una regione diversa rispetto a quella in cui avevano svolto il concorso, scavalcando così tutti gli aspiranti di quella regione che attendono di terminare le prove. Perché, senza demeriti, svantaggiare precari storici la cui unica colpa è quella di aver scelto di partecipare al concorso nella propria regione, che non ha ancora proceduto ad organizzare gli orali?”.

“Per chi sta svolgendo le prove in Emilia- Romagna ci sarà una corsa per occupare i soli 34 posti del concorso – osserva la docente – finendo probabilmente in una provincia diversa da quella prescelta. Addirittura, con la procedura della call veloce, la chiamata diretta sui posti rimasti vacanti, non si poteva far domanda per ottenere il ruolo nella propria regione. Si garantirà così la continuità didattica ai nostri studenti?”.

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