PdP per Bes e Dsa: quali differenze rispetto al Pei? Scopriamole insieme

Ecco come deve essere redatto il Piano didattico Personalizzato.

Il PDP a scuola si rende necessario quando le caratteristiche degli allievi sono tali da richiedere un percorso diverso. Si tratta di un documento che contiene sia la rilevazione delle caratteristiche dell’alunno (punti di forza e di debolezza, tipologia del disturbo), sia le modalità che si intendono adottare.

Nel PDP sono esplicitati i dati relativi all’alunno, la descrizione del funzionamento delle abilità strumentali e del processo di apprendimento e, per ogni materia, le modalità con cui l’insegnante intende procedere al fine di raggiungere gli obiettivi della propria materia, segnalando nel dettaglio:

  • strategie e metodologie didattiche;
  • strumenti compensativi;
  • misure dispensative;
  • modalità di verifica;
  • criteri di valutazione.

Il PDP a scuola può essere previsto nella maggior parte dei BES (Bisogni Educativi Speciali). Il PDP viene stilato per gli alunni per cui sono state rilevate esigenze didattiche particolari, ma non riconducibili alla disabilità. In questo ultimo caso, il documento di programmazione viene invece chiamato Piano Educativo Individualizzato (PEI). La differenza tra PEI e PDP sta nei contenuti e nella modalità di definizione.

Obiettivo del PEI è la progettazione individualizzata per gli studenti con disabilità, al fine di garantire l’inclusione scolastica. Il PEI viene stilato dagli insegnanti all’inizio di ogni anno accademico raccordandosi con la famiglia e con i referenti sanitari che hanno redatto la diagnosi funzionale dello studente con disabilità.

Per gli allievi con BES, che non rientrano nelle tutele riferite alla legge 104/1992 e alla legge 170/2010, è il consiglio di classe a decidere se è opportuno redigere il PDP. Per gli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), il PDP è un documento invece obbligatorio. Nelle Linee Guida allegate al Decreto Ministeriale del 2011, infatti, si parla di un documento in cui «Le attività di recupero individualizzato, le modalità didattiche personalizzate, nonché gli strumenti compensativi e le misure dispensative dovranno essere dalle istituzioni scolastiche esplicitate e formalizzate, al fine di assicurare uno strumento utile alla continuità didattica e alla condivisione con la famiglia delle iniziative intraprese».

La redazione del PDP per studenti con DSA è quindi un obbligo e deve contenere almeno le seguenti voci:

  • dati anagrafici dell’alunno;
  • tipologia di disturbo;
  • attività didattiche individualizzate;
  • attività didattiche personalizzate;
  • strumenti compensativi utilizzati;
  • misure dispensative adottate;
  • forme di verifica e valutazione personalizzate.
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