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Invalsi: si arresta il crollo post-pandemia, ma un alunno su due conclude la scuola senza le competenze base

Aumenta anche il gap territoriale. Male le regioni del Mezzogiorno.

Gli effetti negativi della pandemia sulla scuola si stanno arrestando: è quanto emerge dal Rapporto Invalsi 2022 presentato oggi. Si è fermato infatti il peggioramento delle performance degli studenti della scuola media e superiore che era stato riscontrato nel 2021 rispetto al 2019.

Dall’altro lato, però, bisogna anche registrare che i numeri pre-Covid sono lontani. Anzi, lontanissimi. Uno studente su due raggiunge la maturità senza le competenze base richieste.

Le prove hanno coinvolto oltre 920mila allievi della primaria (classe seconda e quinta), circa 545mila di terza media e poco più di 953mila delle superiori (quest’anno si sono tornate a svolgersi anche in seconda superiore – e poi in quinta). 

La nota positiva arriva dalla scuola primaria, dove il confronto tra il 2022 e il 2019 registra un quadro sostanzialmente stabile (le elementari hanno quindi retto alla pandemia). In seconda primaria, tre allievi su quattro hanno raggiunto il livello base sia italiano sia in matematica. Rispetto al 2019 in italiano cala di 5 punti la quota di allievi fragili, mentre sale di 6 punti in matematica.

In quinta superiore il 52% degli studenti ha raggiunto almeno il livello adeguato in italiano. Questo significa che il restante 48% dei ragazzi non l’ha raggiunto.

In matematica il 50% degli studenti ha raggiunto risultati base. Il livello B2 in inglese (reading) è raggiunto dal 52% dei ragazzi.

Ciò che preoccupa è anche il Gap territoriale, sempre più marcato.  Gli allievi che non raggiungono il livello base in italiano superano la soglia del 60% in Campania, Calabria e Sicilia. In matematica gli studenti sotto il livello adeguato arrivano al 70% in quattro regioni (Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna). Sempre nelle stesse regioni non raggiungono il B2 il 60% dei ragazzi nella prova di reading e l’80% in quella di listening.

In seconda superiore il 66% degli alunni ha raggiunto un livello adeguato in italiano (era il 70% nel 2019 – qui ci sono stati due anni di stop). In matematica ci fermiamo al 54%, 8 punti in meno rispetto a due anni fa. Ad andar peggio sono le regioni del Sud: la quota di studenti che non raggiungono il livello adeguato è molto elevata, spesso superiore al 40 per cento. In terza media il 61% di studenti è “sufficiente” in italiano.

Come per le superiori, anche alle medie, i divari territoriali non migliorano rispetto alle rilevazioni precedenti e rimangono molto ampi. In alcune regioni del Mezzogiorno (in particolare Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna) si riscontra un maggior numero di studenti con livelli di risultato molto bassi, che si attesta attorno al 50% della popolazione scolastica in italiano, al 55-60% in matematica, il 35-40% in inglese-reading e il 55-60% in inglese-listening.

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