Dispersione scolastica, ecco la ricetta di Valditara: “Classi di 10 alunni per combattere l’abbandono”

Sezioni con meno studenti per un maggiore controllo degli insegnanti. Così i docenti saranno in grado di svolgere un lavoro individualizzato.

“Da gennaio andrò nelle scuole in realtà difficili per capire: ci sono situazioni dove i genitori non mandano volotariamente i figli a scuola ed è gravissimo”. A parlare è il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che, in un’intervista a ‘Repubblica’, affronta il tema dell’abbandono scolastico e annuncia misure anti-dispersione.

“Penso a quanto realizzato nelle banlieue in Francia, mi incontrerò col ministro francese per sperimentare anche da noi classi da 10 alunni nei contesti più difficili”, spiega Valditara, che ricorda inoltre la figura del ‘docente tutor’, uno dei punti centrali delle linee guida sull’orientamento scolastico firmate ieri dal ministro: “Stare vicino ai ragazzi – sottolinea – è il ruolo dell’insegnante e già oggi molti svolgono il compito dell’orientamento. Ma mi rendo conto che è diverso lavorare su una classe piuttosto che su un singolo alunno.

Il tutor, in ogni classe e specificamente formato, avrà questa funzione aggiuntiva, dovrà farsi carico di chi ha maggiori difficoltà di apprendimento o disagio psicologico lavorando in team coi colleghi, suggerendo percorsi e supporti specifici, dialogando con le famiglie”. Alla domanda se saranno pagati di più, il ministro risponde: “Si’, saranno pagati di più, le risorse ci sono, sarà materia di contrattazione coi sindacati”. 

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