Il sindacato Anief continua a ottenere successi in tribunale a favore dei docenti precari, rafforzando la sua posizione in tema di discriminazioni legate alla Carta del docente. Una nuova sentenza favorevole è arrivata dal Tribunale del Lavoro di Padova, che ha accolto il ricorso presentato da Anief e ha condannato l’amministrazione scolastica a risarcire un insegnante precario con 1.000 euro. L’importo dovrà essere utilizzato per la formazione e l’aggiornamento professionale, relativo ai due anni di servizio prestato con contratti a termine, tra il 2019 e il 2021, prima che il docente venisse immesso in ruolo con contratto a tempo indeterminato il 1° settembre 2021.
La sentenza di Padova: un passo verso la parità di trattamento
Nella sentenza, il giudice ha fatto riferimento alla giurisprudenza europea, richiamando la Corte di Giustizia che ha stabilito che la normativa nazionale non può escludere i docenti a tempo determinato dal beneficio economico di 500 euro annui, previsto per sostenere la loro formazione continua. Secondo la Corte, infatti, tale vantaggio deve essere esteso anche ai lavoratori a tempo determinato che abbiano prestato servizio sotto lo stesso datore di lavoro, ovvero il Ministero dell’Istruzione, nella medesima fascia temporale.
Il Tribunale di Padova ha anche sottolineato la rilevanza di una sentenza del Consiglio di Stato, che ha criticato il sistema della formazione “a doppia trazione” creato dal Ministero, riservando ai docenti di ruolo la formazione obbligatoria e finanziata, mentre escludeva i precari da tale opportunità, creando una palese discriminazione. Questa disparità, secondo il Consiglio di Stato, è in contrasto con i principi costituzionali di uguaglianza e buon andamento della Pubblica Amministrazione.
Il parere della Corte di Cassazione
Ulteriore supporto a questa causa è giunto dalla Corte di Cassazione, che, con una sentenza del 27 ottobre 2023, ha ribadito la necessità di una parità di trattamento tra docenti di ruolo e precari. La Cassazione ha sottolineato come, dato che i docenti a tempo determinato svolgono la stessa attività didattica, nel medesimo arco temporale, la limitazione della Carta del docente ai soli insegnanti di ruolo appare ingiustificata e discriminatoria. La Corte ha inoltre evidenziato l’importanza di stabilire dei criteri chiari per una valutazione comparativa tra i due gruppi di docenti.
Marcello Pacifico (Anief): “Un atto di giustizia per i precari”
Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief, ha commentato con soddisfazione la sentenza del Tribunale di Padova, sottolineando che il ricorso gratuito offerto dal sindacato è una grande opportunità per tutti i docenti precari o ex precari che si sono visti negare l’accesso alla Carta del docente. Pacifico ha rimarcato l’importanza di far valere i diritti dei lavoratori, ricordando che l’esclusione dei precari dai benefici economici destinati alla formazione è una discriminazione che va combattuta. “Non ci sono lavoratori di serie A o B”, ha affermato Pacifico, facendo riferimento alla condivisione di questo principio da parte della Corte di Giustizia Europea, della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato. “Questa è una battaglia di giustizia che non si può ignorare”, ha concluso il sindacalista.
Le prospettive per i precari della scuola
La vittoria legale in favore del docente precario di Padova non è solo una questione di compenso, ma rappresenta un passo importante per il riconoscimento dei diritti di tutti i docenti a tempo determinato, spesso considerati lavoratori di serie B. La sentenza, infatti, contribuisce a porre sotto i riflettori le disuguaglianze esistenti nel sistema educativo italiano, dove i precari sono chiamati a svolgere le stesse funzioni dei colleghi di ruolo, ma senza gli stessi diritti economici e professionali.
Il sindacato Anief, con questo nuovo risultato, continua a fare leva sulla giurisprudenza europea per ottenere il riconoscimento di pari diritti per tutti gli insegnanti, un passo che potrebbe influenzare future decisioni politiche e amministrative sul trattamento dei docenti precari.
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