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Sciopero scuola, Bianchi: “Pronti per aprire il tavolo del contratto”

Il Ministro si espone a 360° sulla manifestazione fissata per il 30 maggio.

I docenti sono pronti a scendere in piazza per protestare contro il nuovo sistema di reclutamento previsto dal decreto appena approvato dal Governo. Sull’argomento è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, intervistato dal Corriere della Sera.

«”Rispetto le decisioni dei sindacati – spiega Bianchi – Ci tengo a sottolineare che si tratta di un disegno serio e innovativo che fa parte del Pnrr. Si definisce un percorso chiaro di formazione iniziale affidato a università e scuola insieme, che valorizza il tirocinio con tutor scolastici e che integra anche le competenze didattico pedagogiche. Potenziamo poi la formazione continua dei nostri insegnanti, con un focus sull’educazione al digitale, sulle materie scientifiche e sull’innovazione didattica, per accompagnare e orientare gli studenti nel percorso di studio e di vita, che sappia coinvolgerli e contrasti la dispersione”.

“Il decreto non fa tagli – prosegue il ministro – sulla scuola abbiamo investito e continueremo a farlo. Fino al 2026 l’organico rimarrà inalterato e impiegato anche per ridurre la numerosità delle classi. Le risorse che si libereranno dopo, a causa del drammatico tasso di denatalità, saranno reinvestite nel settore. Come ministero abbiamo voluto che la discussione in Parlamento avvenisse nella VII commissione di merito per permettere un dibattito approfondito. Incrementeremo con un emendamento le risorse del Fondo per l’incentivo alla formazione”.

“La media degli ammessi è in linea con i risultati dell’ultimo concorso del 2016 – conclude Bianchi – svolto con quesiti a risposta aperta. Inoltre, abbiamo istituito una commissione di alto livello scientifico che studierà linee guida sulla redazione dei test e accerterà le modalità di prove che possano verificare le competenze. Il nuovo sistema prevede concorsi annuali, con una cadenza certa e regolare. Negli ultimi mesi abbiamo comunque fatto passi avanti: a settembre abbiamo assunto quasi 60mila insegnanti. Ne assumeremo altri 60mila a settembre 2022 e 70mila entro il 2024. Gli aumenti stipendiali sono materia contrattuale. E anche per quanto riguarda la formazione incentivata, a regime, superata la prima fase, è rimessa alla contrattazione. Vado in molte scuole da quando sono ministro e incontro insegnanti che ci chiedono più formazione e un riconoscimento dei loro sforzi educativi. Con il decreto diamo strumenti che consentano un aggiornamento costante, indispensabile per svolgere il loro compito di guida”.
 

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