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Bianchi: “60.000 nuovi docenti in cattedra. Aeratori a scuola? Non necessari”

Il ministro tira un bilancio del proprio lavoro a un mese dalla fine del suo mandato.

E’ un Patrizio Bianchi a tuttotondo quello che emerge nell’intervista che il ministro dell’Istruzione ha rilasciato al quotidiano “Il Messaggero”. Dai fondi del Pnrr, fino alle assunzioni del personale docente, per arrivare anche al rientro sicuro a scuola il prossimo settembre.

“In poco più di un anno abbiamo investito oltre 10 miliardi di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza, rispettando tutte le scadenze – ha spiegato il ministro–. Abbiamo riformato gli Istituti tecnici superiori che danno lavoro all’89 per cento dei diplomati: sono necessari per la nostra economia, il Paese non lo sa abbastanza. Abbiamo aperto le scuole d’estate. Se ne parlava da decenni: lo abbiamo fatto”.

Bianchi ha inoltre evidenziato come il Miur abbia assunto 60mila insegnanti nell’ultimo anno, ai quali andranno sommati quelli che sono attualmente in fase di assunzione, e che è stata condotta a termine la riforma del reclutamento e della formazione, offrendo percorsi chiari per arrivare alla cattedra, mettendo la formazione iniziale e continua degli insegnanti al centro della loro vita lavorativa. 

Infine, la domanda immancabile sul Coronavirus: perché non si è investito sul ricambio d’aria? Il ministro Bianchi ha risposto che “le linee guida dell’ISS considerano gli impianti di aerazione una misura integrativa rispetto alle procedure già consolidate e comunque non risolutori nei confronti del contagio”.

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